La festa di Sant'Alfio, Filadelfo e Cirino

Località: Sant'Alfio

Descrizione

Sant’Alfio rende omaggio ai suoi Santi patroni la prima domenica di maggio per evitare la concomitanza con la festa di Trecastagni che festeggia i tre Santi fratelli il 10 maggio, giorno del loro martirio. I festeggiamenti si aprono alle dodici dell’ultima domenica di aprile con un gioco di fuochi d’artificio dalla cui durata si intuisce se il governatore della festa è riuscito a raccogliere fondi a sufficienza. I primi tre giorni della settimana della festa, il governatore ritira i caruseddi, cioè i salvadanai, accompagnato dalla banda che suonando ringrazia chi ha donato l’offerta. Il giovedì, nella chiesa Matrice, che per l’occasione viene addobbata a festa con antichi paramenti di stoffa, ha inizio il triduo. Calata la sera, a ricordo del passaggio dei tre giovani da quei luoghi, si fa la luminaria: davanti alle abitazioni e nelle campagne circostanti, viene bruciata la dera, un legno resinoso che viene ricavato dai pini dell’Etna. Il sabato mattina viene celebrata la messa degli emigrati, poi la sera, dopo la fine del triduo, viene aperta la nicchia che custodisce il gruppo statuario dei tre Santi. I simulacri, scorrendo su binari, vengono presentati ai devoti e ai fedeli che li salutano al grido: “Viva Sant’Alfio”. Dopo i primi vespri solenni ha inizio la processione delle reliquie; al  rientro in chiesa, la processione, viene accolta con la cantata a Sant’Alfio. La domenica mattina, dopo il pontificale, vengono consegnate al nuovo governatore le piange, cioè dei medaglioni d’argento con l’immagine dei tre Santi. Alle quindici i tre simulacri vengono trasferiti sulla vara per dare inizio alla processione. Con un festoso scampanio, fuochi d’artificio e l’esecuzione della cantata ha inizio il giro per le vie del paese. Molti devoti seguono la processione a piedi scalzi indossando l’abito votivo, altri offrono grossi ceri che poi vengono accesi davanti alla cappella dei Santi. Alla fine della processione i simulacri vengono posti nella nicchia che li custodisce. La mattina dell’ottava i simulacri vengono posti nuovamente sull’altare ed esposti alla venerazione dei devoti. Il 3 novembre i cittadini di Sant’Alfio ringraziano i tre Santi per aver risparmiato la loro città dalla colata lavica del 1928 che distrusse il centro abitato di Mascali. In questa occasione una processione dalla Matrice giunge fino alla chiesetta di Magazzeni, costruita proprio nel punto in cui si arrestò la lava. Dopo il rientro in chiesa della processione viene aperta la cappella dei tre Santi che rimangono per tutto il giorno esposti alla devozione dei devoti.



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